Fondamenti Teorici della Progettazione in Acciaio Leggero
Questo articolo riassume la teoria su cui si basa il modulo StatiCAD per l'acciaio leggero e l'applicazione nel programma delle relazioni della HCBTİE (Hafif Çelik Binaların Tasarımı İçin Esaslar, Principi per la Progettazione degli Edifici in Acciaio Leggero). Per l'utilizzo v. l'articolo Progettazione di Pannelli e Montanti in Acciaio Leggero.
1. Tipi di instabilità nelle sezioni formate a freddo
Nelle sezioni formate a freddo a parete sottile (t ≈ 1–4 mm) la capacità portante è determinata in genere non dallo snervamento ma dall'interazione di tre tipi di instabilità:
| Tipo | Comportamento | Corrispondenza nel metodo |
|---|---|---|
| Instabilità locale | Ondulazione a lunghezza d'onda corta delle parti piane (anima, ala, labbro); gli assi della sezione non si spostano. | Larghezze efficaci → area efficace e modulo di sezione efficace |
| Instabilità distorsionale | Deformazione dell'ala con labbro che ruota attorno alla linea di unione anima–ala (lunghezza d'onda intermedia). | Riga di resistenza distinta basata sulla tensione critica distorsionale |
| Instabilità globale | Instabilità flessionale, torsionale o flesso-torsionale dell'elemento nel suo complesso (lunghezza d'onda lunga). | Carico critico globale e curva di instabilità del pilastro |
2. Modello della sezione
La sezione è costruita come una catena di linee d'asse collegate, con le dimensioni del catalogo del produttore (per la Sigma H, A, B, C1, C2, E, F, G, T). Le grandezze torsionali sono ottenute dalla stessa catena con la teoria delle sezioni aperte a parete sottile: J = Σ(b·t³)/3; centro di taglio e costante di ingobbamento Cw con il metodo delle coordinate settoriali.
Il modello a linee d'asse con spigoli vivi fornisce area e momenti d'inerzia di alcuni punti percentuali superiori rispetto alla sezione reale con angoli arrotondati. Per questo A, Ix e Iy lorde sono assunte con i valori di catalogo; l'area efficace e i moduli di sezione efficaci calcolati nel modello sono ridotti nella stessa proporzione (il rapporto è applicato solo nel senso della riduzione).
3. Metodo della Larghezza Efficace (MLE)
Per ogni parte piana compressa, snellezza e rapporto di larghezza efficace:
- λp = √(f / Fcr,piastra), Fcr,piastra = k · π²E / [12(1−ν²)] · (t/b)²
- ρ = (1 − 0,22/λp) / λp ≤ 1 → beff = ρ·b
Per le parti vincolate su due bordi (anima, ala) k = 4,0; per le parti con un bordo libero (labbro) k = 0,43. Nella flessione si utilizzano espressioni generalizzate dipendenti dal gradiente di tensione; la zona tesa è completamente efficace. Nella compressione assiale le larghezze efficaci sono calcolate al livello della tensione di resistenza per ottenere l'area efficace; nella flessione si ottengono i moduli di sezione efficaci rispetto alla faccia compressa.
4. Resistenza a compressione assiale
- Globale: il minore tra le combinazioni di instabilità flessionale sui due assi, instabilità torsionale pura e instabilità flesso-torsionale dovuta all'eccentricità del centro di taglio (HCBTİE 4.10.3.1).
- Curva di instabilità del pilastro: λc = √(Fy/Fcre); λc ≤ 1,5 → Fn = 0,658^(λc²) · Fy; λc > 1,5 → Fn = (0,877/λc²) · Fy; Pne = Ae(Fn) · Fn.
- Locale: Pnl con l'area efficace.
- Distorsionale: attraverso la tensione critica distorsionale Fcrd; se λd ≤ 0,561 Pnd = Py, altrimenti Pnd = [1 − 0,25·(Pcrd/Py)^0,6]·(Pcrd/Py)^0,6·Py.
- Resistenza ultima: Pn = min(Pne, Pnl, Pnd).
| Metodo | Compressione | Flessione | Taglio |
|---|---|---|---|
| LRFD (predefinito) | Pd = φc·Pn, φc = 0,85 | Md = φb·Mn, φb = 0,90 | φv = 0,90 |
| ASD (confronto) | Pd = Pn/Ωc, Ωc = 1,80 | Md = Mn/Ωb, Ωb = 1,67 | Ωv = 1,60 |
5. Flessione, taglio ed effetti combinati
- Flessione: si seguono separatamente i due casi in cui le fibre superiori o inferiori sono compresse. Il minore tra le righe globale (instabilità flesso-torsionale laterale, HCBTİE Eq. 4.10.21), locale (modulo di sezione efficace) e distorsionale: Mn = min(Mne, Mnl, Mnd). Nella trave i momenti positivi e negativi sono inviluppati separatamente e ciascuno è confrontato con la resistenza calcolata con la propria lunghezza di vincolo laterale e il proprio coefficiente Cb (Sezione 9). Se l'elemento è vincolato lateralmente (nel pannello, se è presente il rivestimento; nel travetto di solaio, nel momento positivo se l'ala superiore è collegata al rivestimento) la limitazione per instabilità flesso-torsionale laterale non si applica. Nel pilastro si assume Cb = 1.
- Taglio: con l'altezza dell'anima piana Vy = 0,6·Fy·Aw e instabilità a taglio Vcr; in base alla snellezza dell'anima, regioni di snervamento, di instabilità a taglio inelastica o elastica.
- Sforzo assiale + flessione: |PEd|/Pd + |Mx,Ed|/Md,x + |My,Ed|/Md,y ≤ 1,0 (HCBTİE Eq. 4.8.4).
- Taglio + flessione: verifica simultanea con M e V della stessa sezione e della stessa combinazione (Eq. 4.8.5/4.8.6; Sezione 9).
- Trazione assiale (pilastro): Td = min(φy·Fy·Ag; φt·Fu·An), An = Ag; trazione + flessione Eq. 4.8.1/4.8.2.
6. Instabilità distorsionale: metodo generale e strisce finite
L'espressione semplificata di kd della HCBTİE è definita, con sei condizioni geometriche, solo per le sezioni C e Z con semplice labbro ed è nettamente a favore della sicurezza. StatiCAD calcola la tensione critica distorsionale con il metodo generale della HCBTİE 4.10.3.3: per ogni ala con labbro le proprietà dell'unità d'ala (ala + labbro, se presente ripiegamento) sono calcolate numericamente dalla catena delle linee d'asse e la tensione critica è ottenuta dalle rigidezze rotazionali (Eq. 4.10.32–4.10.37 per la compressione, 4.10.41–4.10.47 per la flessione).
- Nelle sezioni Sigma, Sigma+ e C+ e nelle sezioni C/Z che non soddisfano le condizioni si utilizza solo il metodo generale. Per le C/Z che soddisfano le condizioni, essendo ammessi entrambi i metodi, si assume il più favorevole. La nota a piè di pagina della relazione indica quale metodo è stato applicato.
- Il metodo generale non riduce la capacità rispetto all'espressione semplificata per nessun profilo.
- In questo metodo l'anima della Sigma è considerata piana; rispetto alla soluzione a strisce finite, per la Sigma il risultato è nettamente a favore della sicurezza.
Opzione delle strisce finite (HCBTİE 4.10.2 (a)): l'opzione Distorsionale nella casella “Metodo di Progetto degli Elementi in Acciaio Leggero” di Impostazioni Generali del Progetto → Selezione della Normativa assume tre valori: Metodo generale, Strisce finite per C+ (predefinito) e Strisce finite per tutte le sezioni. Nella soluzione a strisce finite si calcola la curva di firma dell'instabilità della sezione e la tensione critica è presa dal minimo distorsionale; se non esiste un minimo distorsionale marcato, il valore non può superare il metodo generale (a favore della sicurezza). Poiché nelle sezioni C+ il metodo generale sovrastima la tensione distorsionale, per queste sezioni le strisce finite sono il valore predefinito. Se si seleziona “Tutte le sezioni”, la capacità di Sigma e Sigma+ aumenta sensibilmente.
7. Vincolo rotazionale del rivestimento (kφ)
Il rivestimento in OSB o compensato, trattenendo l'ala del montante contro la rotazione, aumenta la resistenza all'instabilità distorsionale. Se sono stati inseriti i dati del rivestimento, kφ è calcolato secondo l'Appendice 1 dell'AISI S240 a partire dalle componenti di rigidezza flessionale della lastra e di rigidezza del collegamento e viene aggiunto alle relazioni distorsionali. Si usa il minore tra le due facce; la lastra di gesso non è considerata nel calcolo della resistenza (kφ = 0). Se le condizioni di interasse delle viti ≤ 305 mm e interasse dei montanti ≤ 625 mm non sono soddisfatte, si assume kφ = 0.
La freccia è calcolata con il momento d'inerzia efficace al momento di servizio (HCBTİE 4.9.5).
8. Capacità a taglio del rivestimento del pannello e sollecitazioni dei montanti
- Capacità a taglio del pannello: Vc = 0,6 · vc · L (L ≥ 0,30 m e h/L ≤ 4); riduzione 2L/h nell'intervallo 2 ≤ h/L ≤ 4. Nelle due facce i rivestimenti uguali si sommano, per rivestimenti diversi si assume max(2·minore, maggiore).
- Sollecitazione del montante intermedio: Ninterm = N · s/L. Sollecitazione del montante di estremità: Nestrem = max[N·(s/2)/L + (V·h/L)/n; Cd]; Cd è calcolato dalle combinazioni con azione sismica amplificata con D (TBDY 10.4.1.1(a)).
- Nei montanti delle pareti esterne il momento da vento fuori piano M = γW · w · b · h²/8, con amplificazione del secondo ordine; w = max(0,8·q; 0,5) kN/m².
9. Travetto di solaio: flessione con segno, Cb, flessione–taglio simultanei, instabilità dell'anima, 7.4 e 7.5
Inviluppo del momento con segno. M3 e V2 alle estremità dei tratti della trave (stazioni) sono costruiti, per ogni combinazione di resistenza dell'elenco delle combinazioni dell'acciaio leggero, a partire dai risultati delle condizioni di carico. Il momento positivo (campata; ala superiore compressa) e il momento negativo (appoggio; ala inferiore compressa) sono inviluppati separatamente: M+ = max M, M− = max(−M); il nome della combinazione determinante viene conservato. Il calcolo della larghezza efficace è eseguito tre volte:
- Positivo: Ly = Lz = Lb+, Cb+; se l'ala superiore è collegata in modo continuo al rivestimento non vi è instabilità flesso-torsionale laterale → Md+ (sezione con ala superiore compressa).
- Negativo: Lb−, Cb−, non vincolato → Md− (sezione con ala inferiore compressa).
- Vincolato (Fn = Fy, HCBTİE 4.6.3) → Mdlo± = facb·Mnl; con la dichiarazione di irrigidimento, il minore tra questo e la riga distorsionale (4.6.4).
Il rapporto di flessione è max(M+/Md+, M−/Md−). Nell'interazione con la forza assiale (Eq. 4.8.4) si utilizza il valore Md del segno determinante.
Cb. Nella HCBTİE 4.10.21 non è presente la relazione di Cb; si applicano la HCBTİE 1.3 e l'AISI S100 F2.1.1. Il valore è calcolato dal diagramma di |M| della combinazione determinante:
Cb = 12,5·Mmaks / (2,5·Mmaks + 3·MA + 4·MB + 3·MC), 1 ≤ Cb ≤ 3
MA, MB e MC sono i valori nei punti a un quarto (interpolazione lineare tra le stazioni). Nella trave con un'estremità non vincolata (mensola) e nel caso Lb < L (vincolo intermedio) si assume Cb = 1 (a favore di sicurezza; il diagramma tra i vincoli intermedi non è noto).
Flessione + taglio simultanei (HCBTİE 4.8.2). In ogni stazione e combinazione si considerano insieme M e V; il denominatore è Mdlo± secondo il segno del momento:
- Senza irrigidimento: √((M/Mdlo)² + (V/Vd)²) ≤ 1,0 (Eq. 4.8.5)
- Con irrigidimento, solo per M/Mdlo > 0,5 e V/Vd > 0,7: 0,6·M/Mdlo + V/Vd ≤ 1,3 (Eq. 4.8.6)
Instabilità dell'anima (web crippling, HCBTİE 4.8.3). La 4.8.3 richiede M̄ ≤ Mdlo e P̄ ≤ Pd; per Pd non fornisce alcuna relazione. Si applicano la HCBTİE 1.3 (Tabella 1.1) e la TS EN 1993-1-3 6.1.7.2: sezione a un'anima, angolo dell'anima φ = 90°; hw = H − t, k = fyb/228:
- k1 = 1,33 − 0,33k; k2 = 1,15 − 0,15·r/t (0,50 ≤ k2 ≤ 1,0); k3 = 1,0; k4 = 1,22 − 0,22k; k5 = 1,06 − 0,06·r/t ≤ 1,0
- Appoggio di estremità, ala irrigidita (C, Z, C+): Rw,Rd = k1·k2·k3·[9,04 − hw/(60t)]·[1 + 0,01·ss/t]·t²·fyb/γM1
- Appoggio di estremità, ala non irrigidita (U): k1·k2·k3·[5,92 − hw/(132t)]·[1 + 0,01·ss/t] (ss/t ≤ 60) oppure ·[0,71 + 0,015·ss/t] (ss/t > 60)
- Appoggio intermedio: k3·k4·k5·[14,7 − hw/(49,5t)]·[1 + 0,007·ss/t] (ss/t ≤ 60) oppure ·[0,75 + 0,011·ss/t] (ss/t > 60)
- Due forze locali opposte: all'estremità k1·k2·k3·[6,66 − hw/(64t)]·[1 + 0,01·ss/t]; in posizione intermedia k3·k4·k5·[21,0 − hw/(16,3t)]·[1 + 0,0013·ss/t]
Validità: r/t ≤ 6 e hw/t ≤ 200. L'anima Sigma è un'anima irrigidita; poiché le condizioni della 6.1.7.4 non sono verificate, è fuori ambito. Nel LRFD Pd = Rw,Rd (γM1 = 1,0), nell'ASD si assume Rw,Rd/1,5. La domanda è il taglio di estremità in tutte le combinazioni di resistenza. Se l'estremità di un'altra trave in acciaio leggero nella stessa direzione dista meno di 1 cm, l'appoggio è considerato intermedio e i tagli dei due lati si sommano. Con la forma di appoggio automatica, se all'estremità è presente un elemento verticale (pilastro) la trave è considerata collegata all'anima (nessuna verifica); se non vi è pilastro e vi è una parete, si assume l'appoggio per sovrapposizione. L'interazione della TS EN 1993-1-3 6.1.11 (M/Mc,Rd + F/Rw,Rd ≤ 1,25), non richiesta dalla HCBTİE, è riportata a titolo informativo.
Irrigidimento dell'anima (HCBTİE 7.4). Se l'anima piana ha h/t = (H − 2(t + r))/t > 180 oppure V > 0,8Vd, è necessario un irrigidimento intermedio: spessore ≥ anima, interasse s ≤ min(4h; 500 mm), larghezza ≥ 20 mm, imbullonato. La lunghezza di appoggio del travetto di solaio è di almeno 40 mm (7.4(e)).
Freccia da solo carico variabile (Tabella 7.1). Calcolata con il massimo valore assoluto della somma dei momenti delle condizioni di carico Q: 5/48·MQ·L²/(E·I) ≤ L/250; I è l'inerzia efficace di esercizio. Non si applica al tipo di freccia a mensola.
Vibrazioni (HCBTİE 7.5). Condizione: L/d ≤ 18 e frequenza naturale ≥ 8 Hz; se non è soddisfatta, l'interasse dei travetti deve essere inferiore a 40 cm e devono essere realizzate almeno due file di ritegni (bridging). La frequenza è stimata dal momento di mezzeria con un carico uniformemente distribuito equivalente (w = 8M/L², M = MG + 0,3·MQ), come per una trave semplice a campata singola:
fn = π/(2L) · √(E·Ix·g / (8·M))
Nella trave continua o incastrata il momento di campata è minore, per cui la stima aumenta; questo aumento è tuttavia inferiore all'incremento reale della frequenza (con entrambe le estremità incastrate la stima è 1,73 volte, il valore reale 2,27 volte), cioè la stima è a favore di sicurezza. Per il valore esatto occorre utilizzare il modello agli elementi finiti del solaio.
10. Generazione del solaio in acciaio leggero: strisce e travi incernierate
Quando il solaio è lasciato come un unico guscio e vi si aggiungono travi, la rete regolare di gusci non porta nodi alle travi interne e le travi non ricevono carico; in una rete irregolare, anche se il carico passa, la distribuzione è irregolare e nelle travi compare una forza assiale fittizia. Per questo il solaio, come nella generazione del solaio nervato, viene suddiviso in strisce tra le travi: ciascuna striscia è collegata alle travi dei suoi bordi con la ripartizione classica oppure con il guscio agli elementi finiti (i nodi di bordo della striscia si trovano sulla trave).
- Suddivisione: se le coordinate perpendicolari all'asse dei bordi paralleli alle travi sono a0 < a1, allora n = ⌈(a1 − a0)/s⌉ e s′ = (a1 − a0)/n; le travi si trovano sulle linee a0 + j·s′ (j = 1 … n−1) e le loro estremità sono sugli altri due bordi (che possono essere inclinati). Gli elementi di bordo (trave o parete) occupano il posto della prima e dell'ultima trave.
- Larghezza di carico: nella ripartizione classica ai lati lunghi della striscia competono trapezi con linee a 45°; con L = 4,0 m e s′ = 0,4 m l'area che una trave riceve dai due lati è 2·(4,0 + 3,6)/2·0,2 = 1,52 m², la larghezza di carico equivalente è 0,38 m (i triangoli sui lati corti vanno alle travi di bordo).
- Cerniere: le travi sono generate con M2 + M3 liberi alle due estremità e lavorano come travi semplici (momento di estremità nullo).
- Effetto guscio: se le strisce partecipano come gusci alla rigidezza del sistema, la rigidezza fuori piano del rivestimento ripartisce il carico tra le travi. L'effetto è piccolo con travi di bordo rigide e grande con travi di bordo flessibili; l'analisi emette un'avvertenza. Per il progetto con la larghezza di carico si raccomandano la ripartizione classica e la non partecipazione dei solai alla rigidezza.
11. Diaframma di solaio in acciaio leggero
Normativa. La TBDY 10.5 e la HCBTİE 7.4 (a)–(e) coincidono: (a) i solai sono dimensionati per l'azione sismica con D (2 per l'acciaio leggero); (b) si dimostra con il calcolo che le forze del diaframma sono trasferite con viti o bulloni ai pannelli verticali, ai travetti di solaio e alle ali; (c) per le forze di ala, se necessario, si usa un elemento di trasferimento longitudinale; (d) se l'apertura è ≤ 3 % non è richiesto alcun calcolo aggiuntivo (se superata, modello a guscio e meccanismo di trasferimento del carico); (e) appoggio ≥ 40 mm. Le norme non contengono una tabella della resistenza a taglio del diaframma, un limite del rapporto di forma né una relazione separata per la forza del diaframma.
Forza. Secondo la TBDY 4.5.6.4, la forza trasferita dal solaio all'elemento verticale è la differenza tra il taglio della sezione superiore dell'elemento al piano e il taglio della sezione inferiore della sua continuazione al piano superiore. Il programma costruisce questa differenza per linea di parete (stessa direzione ±5°, distanza perpendicolare all'asse ≤ 20 cm): F = Σ Vsup(pannelli del piano inferiore)·u − Σ Vinf(pannelli del piano superiore)·u (u: direzione della linea). In questo modo non si hanno errori di abbinamento nei pannelli divisi da porte e finestre né quando il numero di pareti dei piani superiore e inferiore è diverso. Le condizioni sismiche orizzontali sono moltiplicate per il coefficiente D della propria direzione, il vento è assunto senza D; le combinazioni con sisma e quelle con solo vento sono inviluppate separatamente.
Rivestimento. Modello della TBDY Figura 10.11: v = F/B. La forza di linea è divisa per la somma degli intervalli di intersezione della linea con i solai (profondità del diaframma B); se la parete è più corta di B, la forza intermedia è portata dal collettore. Capacità φ·vn (sisma 0,60 / Ω 2,5; vento 0,65 / 2,0; coefficienti dei pannelli della TBDY Tabella 10.4 per analogia).
Collettore (collector). Forze unitarie lungo la linea: i pannelli del piano superiore danno V/ℓ, quelli del piano inferiore ricevono V/ℓ, il rivestimento dà uniformemente F/B. N(s) = ∫(qsup − qinf + qd) ds è lineare a tratti; |N|max è confrontato con la resistenza a trazione del profilo del travetto di solaio (HCBTİE 4.4; An = Ag − 2·dv·t). Con una sola parete corta si ottiene N = F·(1 − ℓ/B), con pareti superiore e inferiore sfalsate un valore pari al taglio della parete superiore, con pareti sovrapposte ≈ 0.
Collegamento. Nel telaio a piattaforma l'intero taglio della sezione superiore del pannello del piano inferiore passa attraverso le viti tra il travetto di solaio / profilo perimetrale e l'ala superiore del pannello. La domanda è il taglio di inviluppo amplificato con D; la capacità è n·Ps: n = max(1, round(ℓ/s)), Ps = φ·Pns (TBDY 10.3.4: Pns1 = 4,2·√(t2³·dv)·Fu2, Pns2 = 2,7·t1·dv·Fu1, Pns3 = 2,7·t2·dv·Fu2; φ = 0,5 / Ω = 3,0); t1 è lo spessore del travetto di solaio, t2 quello dell'ala superiore del pannello.
Ala (chord). A ciascuna famiglia di solai spetta la quota di area della forza netta del livello: Ffam = Fk·Afam/Ak. In direzione X, T = C = F·Ly/(8·Lx), in direzione Y, F·Lx/(8·Ly) (trave semplice; a favore di sicurezza nel diaframma continuo).
Verifiche del cemento armato. Nei livelli con tutti i solai in acciaio leggero non si eseguono le verifiche di tensione, collegamento e armatura delle aperture del diaframma in cemento armato della TBDY 7.11; si eseguono nei livelli misti.
12. Offset dell'asse della trave: eliminazione della forza assiale composita
Se in Impostazioni Generali del Progetto è spuntato Considera Offset1 e Offset2 nella matrice di rigidezza del sistema oppure, con asse definito, Considera le eccentricità nella matrice di rigidezza del sistema, l'asse della trave è modellato più in basso dell'asse nodale di e2. Poiché il diaframma rigido o gli appoggi trattengono lo spostamento assiale dei nodi, il profilo si comporta come una sezione composita che lavora con una piattabanda infinitamente rigida e riceve una forza assiale inesistente nella realtà. Questa forza è costante in ogni catena tra i nodi del diaframma:
- Nk = ck · M̄3, ck = A·e2 / (I3 + A·e2²)
- M̄3: momento medio ponderato sulla lunghezza lungo la catena (media dei momenti di estremità dei tratti); M3 è il momento totale rispetto all'asse nodale.
Ad esempio, in un travetto di solaio C200x80x16x2 di 5 m (A = 7,51 cm², I3 = 471,9 cm⁴, e2 = −10 cm) si ottiene ck = −6,14 m⁻¹; le forze assiali dei tratti agli elementi finiti rispettano questa relazione entro lo 0,02 %. Nell'inviluppo della trave in acciaio leggero questa quota è sottratta dalla forza assiale dei tratti di ogni condizione di carico; M3 non cambia, cioè il profilo porta il momento totale senza il contributo composito. La quota sottratta non supera |N| e non ne inverte il segno; nelle condizioni di carico senza diaframma o con vincolo parziale resta la forza assiale reale rimanente. Poiché la media dei tratti è presa con la regola del trapezio dai momenti di estremità, con carico distribuito circa lo 0,7 % del valore di picco (nei 10 tratti (2/3)/n²) resta a favore di sicurezza. La correzione è applicata solo alle travi in acciaio leggero; i risultati delle travi agli elementi finiti continuano a mostrare la forza assiale grezza.
13. Ipotesi e limiti
- Poiché l'ASD non è definito nella HCBTİE, è applicato con i coefficienti di sicurezza dell'AISI S100 e la logica delle combinazioni ASD dell'ASCE 7; per l'approvazione ufficiale del progetto occorre assumere l'LRFD.
- Nell'instabilità distorsionale il gradiente di momento (β > 1) non è considerato (a favore della sicurezza).
- Nella trazione assiale l'area netta è assunta pari all'area lorda; i fori e gli stati limite dei collegamenti devono essere verificati a parte.
- Il percorso di calcolo è destinato alle sezioni predefinite C, Z, U, C+, Sigma e Sigma+. Nella sezione Z è calcolata solo la flessione attorno all'asse perpendicolare all'anima.
- La flessione da vento e la freccia fuori piano si applicano solo alle pareti con asse di bordo contrassegnato (pareti esterne); pressione/aspirazione interna e maggiorazioni nelle zone d'angolo non sono modellate.
- Il vincolo laterale che il rivestimento fornisce al montante è idealizzato con l'ipotesi di una lunghezza di libera inflessione pari all'interasse dei montanti.
- Nel travetto di solaio i vincoli del rivestimento e dei ritegni sono dichiarazioni dell'utente. Cb è assunto pari a 1 nella mensola e nel tratto con vincolo intermedio. La frequenza di vibrazione è una stima per trave semplice. L'instabilità dell'anima è limitata all'ambito della TS EN 1993-1-3 6.1.7.2 (anima Sigma, r/t > 6 e hw/t > 200 sono fuori ambito).
- La generazione del solaio in acciaio leggero funziona solo nei solai quadrilateri con bordi paralleli all'asse; la distribuzione della larghezza di carico è esatta nella ripartizione classica, mentre nel modello a guscio il rivestimento ripartisce il carico tra le travi.
- Per vn del diaframma di solaio non esiste un valore normativo (il valore predefinito è l'analogia con il pannello di parete della TBDY Tabella 10.5). Ala e collettore sono assunti continuamente vincolati in compressione; la forza di ala deriva dal modello di trave semplice; i pilastri non entrano nella forza di linea (entrano nella forza netta del livello); il rapporto di apertura è calcolato quando i controlli di irregolarità sono attivi. Nelle definizioni in cui i travetti di solaio non sono stati generati non viene stampata la tabella dettagliata del diaframma; i risultati compaiono nella riga del livello, negli avvisi dell'analisi e nell'elenco di controllo del progetto.